Musica contro Chávez

E a quel punto è sceso in campo Willie Colón: portoricano del Bronx, notissimo trombonista-cantante-compositore-arrangiatore, e pioniere della salsa fin dagli anni ’70. Anche lui ha fama abbastanza di sinistra, come noto sostenitore del Partito democratico. Ma a sua volta non sopporta Chávez, e dal suo @williecolon ha diffuso un video di YouTube di critica a Chávez, con il messaggio: “il popolo venezuelano si leva contro la dittatura di Hugo Chávez”.
Il video è stato seguito da altri messaggi critici, a loro volta seguiti da repliche pro-chaviste. Ad esempio di @AmericanosVZLA: "Compagni, pure quel Tossico di @williecolon si è messo col Venezuela, andiamogli addosso a questo mangiamerda”. O di @JuanesMeBloqueo: “qui in Venezuela c’è dignità”. Risposta di Colón: “e migliaia di agenti infiltrati dal G2 cubano”. Dialogo anche con TROLL60: “accuse in Venezuela di dittatura e oprressione. E che c’è a Porto Rico?”. “C’è acqua, luce e sicurezza”. Riferimento ai gravissimi problemi di delinquenza e penuria che stanno travagliando il Venezuela. Colón dice che sono i suoi tanti amici venezuelani a insistere con lui che non ce la fanno più. “Gente che solo voleva vivere in pace e badare alla propria famiglia”. A quel punto, sono inziati gli attacchi a Juanes e Colón assieme. Esempio, @lubrio: "i tossici e narcotrafficanti di @Juanes e @williecolon meritano la mia attenzione. Sono topi travestiti da conigli”. Ma da Cuba è arrivata ai cantanti l’adesione entusiastica della blogger Yoani Sánchez: “la mia approvazione con le parole di Juanes in Twitter sui fatti del Venezuela. Non mi aspettavo altro da un uomo onesto come lui”.
Il fronte dei cantanti anti-Chávez è composto anche da Enrique Iglesias, figlio di Julio Iglesias, che un concerto fatto a Caracas l’8 febbraio ha strappato un’ovazione col fare un brindisi “alla libertà di espressione”. Altro cantante spagnolo che si è messo contro Chávez è Alejandro Sanz, quello che duettò con Shakira in “La tortura” e che ha il torello della “Guernica” di Picasso tatuato sul braccio sinistro. Già a fine del 2007 un suo concerto in Venezuela era stato proibito, e una seconda proibizione si era avuta nel 2008, per le sue dichiarazioni critiche di Chávez. Da @AlejandroSanz, con 133.000 iscritti, ha mandato un messaggio ai media venezuelani dopo la seconda chiusura dell’emittente Rctv: “la mia solidarietà con la stampa libera venezuelana e con tutti i venezuelani che credono nella libertà”.
È nata il 4 luglio. Giornalista del Foglio da più di un decennio, scrive soprattutto di Asia orientale, di Giappone e Coree, di Cina e dei suoi rapporti con il resto del mondo, ma anche di sicurezza, Difesa e politica internazionale. È autrice della newsletter settimanale Katane, la prima in italiano sull’area dell’Indo-Pacifico, e ha scritto tre libri: "Sotto lo stesso cielo. Giappone, Taiwan e Corea, i rivali di Pechino che stanno facendo grande l'Asia", “Al cuore dell’Italia. Come Russia e Cina stanno cercando di conquistare il paese” con Valerio Valentini (entrambi per Mondadori), e “Belli da morire. Il lato oscuro del K-pop” (Rizzoli Lizard). È terzo dan di kendo.
